Mio padre a volte mi parlava dell'Allibratore Cinese di Cassavetes, esortandomi a vederlo e per questo è nella mia possente lista must-see, da anni.
Poi il caso ha voluto che vedessi questo suo film e subito sono rimasto impressionato dalla sporcizia visiva.
Cassavetes non guarda mai da lontano quello che riprende, ci mette le mani dentro e cerca le viscere, il sangue;
si trova a proprio agio tra le pieghe tortuose e torturate delle menti dei protagonisti, con corna vissute con stile, attrici viziate ed una sceneggiatrice teatrale maledettamente identica alla mia prof d'italiano del liceo, quella che mi guardava ed esclamava a uso mantra "Massimiliano duuuuueeeeeee!" mentre rideva con gioia suina, quella che indossava autoreggenti e ciglia finte.
Il film dura 144 minuti per stomaci forti e pazienti, minuti non leggeri ma lei è straordinaria e la storia si regge e ti cattura, senza (tanti) buchi.
Ah, da piccolo vidi per la prima volta Ben Gazzara nel Camorrista di Tornatore e mi sconvolse; poi l'ho visto in Storie di Ordinaria Follia di Ferreri con al fianco una sexyssima Ornella Muti-Cass; poi l'ho visto qui.
E' possibile che faccia semp part'e'cazz (parti sopra le righe...) ?
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giovedì 1 dicembre 2011
127 Ore, di Danny Boyle (2010)
Lista delle cose da fare:
- rispondere sempre al telefono, anche se si stratta di persone moleste
- ricordare che il rischio di rompermi la noce del collo mi ha sempre causato tanta adrenalina ed endorfine
- ricomprarmi la mountain bike che mi hanno rubato da dentro il garage 15 anni fa
- reperire molto presto la cafonissima soundtrack attraverso vie sicuramente legali
- continuare ad utilizzare le vecchie liste di cose da portare per i futuri viaggi per non dimenticare nulla a casa
- dire a un cristo ndo' cazzo vado
- ricominciare a bere acqua calda d'estate per tenermi pronto alle situazioni d'emergenza
- avere sempre a portata di mano un coltello che non sia quello che usano a teatro o per tagliare il burro
- evitare come la peste il detto "vutt a pretell e annascunn a manell"
- evitare di fare lo strunzo sopra le pietre pericolanti
- portarmi dietro la videocamera che alla peggio ci esce il nuovo Blair Witch
- rivedere Into The Wild
- ringraziare chi mi ha consigliato il film in bacheca
- fare sempre la cacca prima di scendere
- fare attenzione ai gonfiabili di Scooby-Doo sul ciglio delle strade
- vedere le puntate vecchie di Maurizio Costanzo Show in cui la Brigliadori tesse le lodi dell'Urinoterapia
- tenere sempre a portata di mano un antiemetico quando vado al cinema
- tenere sempre a portata di mano un canelupo/un razzo di segnalazione/un telesalvalavitabeghelli
- assolutamente non dare ascolto al detto "ogni buco è purtuso"
- non nascondere i coltellini svizzeri sopra i mobili alti dove non ci arrivo nemmeno con la mano.
Pi Greco - Il teorema del delirio, di Darren Aronofsky (1988)
A che serve conoscere tutti i metodi risolutivi per i sistemi lineari di 3° grado ad un parcheggiatore abusivo ufficiale?
Cosa può farsene una shampista professionale di un isomorfismo?
Un pluridecorato mago esorcista del culto di Ra che fa le carte in televisione che ci fa con la dimostrazione del Teorema dei 2 Carabinieri se non un cuppetiello per il pero e il musso?
La risposta è univoca a tutte e 3 le domande: assolutamente nulla.
Però il protagonista di Pi Greco non è dello stesso avviso: invece di masturbarsi come fanno tutte le persone normali si fa le pippe mentali con la matematica, e ovviamente si allucina un poco, sparagnando però sull’acido lisergico.
Per carità, onore e gloria a chi riesce a far danari con la matematica, professori, ingegneri veri e verdurai hanno fatto grande questo paese nel mondo con la loro professionalità numerica ed il mondo non potrebbe fare a meno di loro, come non potrebbe fare a meno del pero e il musso.
Proprio come lui che non può fare a meno di continuare a chiedersi per tutto il film se 9 x 9 farà 81.
Bronson, di Nicolas Winding Refn (2008)
Da quando ero bimbo, cioè qualche giorno fa, ogni volta che in qualche cineforum mi davano alla biglietteria un volantino del genere leggevo giusto le prime 2 righe per non schiattarmi tutto il film, o davo giusto una scorcia per capire se era una critica o se parlava della trama.
In questo modo mi sono schiattato Descent, Saw, Il Sesto Senso e qualche altro film che se ti dicono giusto 2 cose, te lo intossichi nel tempo di un battito d’ali di una farfalla a Forcella, o di un uragano a New York.
Effettivamente la tentazione è forte nello scrivere cose come PLURICARCERATO o RAPINA ma siccome non sono sadico a tal punto mi limiterò a fornirvi qualche cenno di quest’uomo di cui vi apprestate a vedere uno dei masterpiece.
Cominciò con tal Pusher nel ’96 per cui si servì della consulenza tecnica di mariuoli veri di machine che lo aiutarono a rendere realistiche le malinquenze compiute nel film;
nel 2003 andò in bancarotta con le banche col suo primo film hollywoodiano interpretato da John Turturro (Fear X) ma non fu sfortunato come Kevin Costner che mo non gli fanno fare un film manco se i soldi ce li mette lui;
ora è al cinema con Drive che ha sbancato a Cannes dove è stato omaggiato con una standing ovation dal pubblico ululante.
Insomma è uno buono veramente, e a me mi piace assai. Anche se ha fatto un film come Valhalla Rising in cui non si capisce proprio nulla, c’è un bucchinaro cieco macchina da guerra in una landa sperza dal pataterno e mio padre mi disse che non gli era piaciuto perché era incomprensibile.
Però a mio padre Bronson piacque molto, e sorrise quando me lo disse. Ed io lo mostro a voi con l’augurio di una buona visione, e sappiate che me lo sono fatto scaricare apposta doppiato per non farvi morire con i sottotitoli.
E lo dedico a lui.
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