Volevo scrivere un pezzo sul film che ho rivisto ieri sera:
prima ho pensato di scriverlo come se parlasse il protagonista in prima persona, col suo buffo accento indiano;
poi ho pensato di scriverne come se appartenesse al genere catastrofico a uso Indipendence Day, 2012 o Deep Impact;
infine volevo parlarne in maniera sobria e senza spoilerare nulla.
Alla fine non ci sono riuscito, per un semplice ed unico motivo:
il protagonista di questo film è un cretino.
Penso a quanto sia scemo e a quanto sia invece adorabile e delicato il film e mi passano tutte le idee.
E poi penso a Fantozzi e Mr. Bean ed alle differenze culturali tra i 3 paesi.
Perché se negli USA la commedia di quegli anni è brillante, sia con Blake Edwards stesso, che con Billy Wilder e Gene Saks, a me le commedie italiane mi sono sempre sembrate amare, a sfondo sociale, con la riflessione di fondo, profonde e un poco pesanti.
Un pò come quando ti senti chin e prublem e il compagno tuo ti dice "Vuoi venire al locale Capocchie? Ci sta Giuann c'a chitarr che suona con i bicchieri scardati, lo devi vedere, è pura arte d'avanguardia!!" (commedia statunitense) e tu pensi "Biat a te ca tien a capa fresca..." (commedia italiana).
Tra quegli amici ce ne stanno alcuni che non hanno mai visto Fantozzi perché dicono infonda tristezza, e non hanno tutti i torti.
A me invece Fantozzi fa ridere tanto, Mr. Bean tantissimo (anche se Mr. Bean è ancora n'atu fatt...) ma Hollywood Party ogni volta che lo rivedo oltre a farmi ridere mi fa brillare d'energia positiva tutte le cellule del corpo.
Anche se il protagonista è un cretino.