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lunedì 3 dicembre 2012

Il medico della mutua, di Luigi Zampa (1968)


Siamo nell'anno in cui "l'utero è mio e lo gestisco io", le rivolte studentesche, lo scontro tra generazioni ed il rock & roll.
In questo ambiente comunista e rivoltoso si snoda questo film che parla di Alberto Sordi che entra nel suo studio di medico curante che odora di meconio e urina di anziano ed esclama alla sua maniera: -Ahò, io so io e voi non siete un cazzo!- al che tutti i pazienti, chi con il bastone e chi con un neonato in braccio, si alzano in piedi ed eseguono un fragoroso applauso in si bemolle all'esimio dottore, qualcuno perde l'equilibrio e cade scivolando sulla sua urina.
Poi Alberto Medico Mutua va in ospedale e fa il giro dei pazienti e per risollevare il morale di tutta quella gente triste e malata butta tutti i fogli delle cartelle mediche dei pazienti sostituendole con fotocopie delle pagine della Settimana Enigmistica con "unisci i puntini" ed "annerisci gli spazi".
L'amministrazione dell'ospedale contenta del suo operato decide di promuoverlo "Cavaliere dell'Ordine dei Malati" e gli assegna la minzione d'onore del reparto di Urologia.
Il film termina con la celebre scena in cui Alberto Sordi torna stanco da lavoro e mangia i maccheroni con yogurt, latte e cereali notando che né la Ranitidina né il Maalox gli fanno effetto.

lunedì 19 novembre 2012

La gente mormora, di Joseph L. Mankiewicz (1951)


Secondo il II tomo dell'autorevole Enciclopedia del Cinema di G. Capucchione,
"il film parla di un brillante ginecologo interpretato da Cary Grant che utilizza metodi poco ortodossi per visitare le proprie pazienti;
egli per non farle imbarazzare si fa bendare dalla sua assistente poco prima della famosa formula: -Li poggi sulle staffe-.
Tutto il film è un susseguirsi di visite ginecologiche in cui appena il protagonista tocca le grandi labbra alla paziente le si accende il naso rosso e viene emesso un fastidioso cicalino.
Al 96% non c'è alcuna visione di sangue. In alcune scene si vede anche: nemico del ginecologo con saugella drogata. E' il film preferito dal suo regista. Voto Bello+".
Incuriosito da tale giudizio ho guardato il film con alcuni amici e tutti umanim... unaminam... proprio tutti non  hanno fatto altro che confermare il voto Bello+ che il professor Capucchione ha assegnato alla pellicola,
poi ci sono echi di maccartismo per niente velati, una vezzoca (bigotta per i non anglofoni) che apre il film che ha una fantastica faccia di cazzo ed un copione molto brillante, poi c'è anche un uomo che non parla ma che poi sfila la corona a uso fontana spilata.
Pero' a dire il vero io mi volevo vedere "Inseparabili" d David Cronenberg,
quello si che è un film serio sulla figura del ginecologo.
Ve ne sono addirittura due! Gemelli! Monozigoti!! Rattusissimi!!!
Ovviamente se uno di loro due frequenta una ragazza l'altro ci fa la zuppa, tanto la tipa non se ne accorge ed il cagna e scagna è tranquillo.
Contrariamente ad "Inseparabili" che ti pone dentro e fuori un imponente carico d'angoscia, alla stregua di una rosa verniciata di nero che ti viene poggiata sulla testa e che vuoi decisamente non far cadere in terra,
"La gente mormora" sortisce l'effetto opposto, un delicato e frizzantino solletico all'inguine che al contempo ti piace e ti smuove, suscita reazioni e solleva gli angoli della bocca all'insù, più o meno come per una donna può essere la vista di un aitante ginecologo, almeno finché non impugni lo speculum, non gli puzzi il fiato di dado knorr o non sia affetto da fastidiosi tic nervosi, presso: il lettino con siparietto.

lunedì 12 novembre 2012

M.A.S.H., di Robert Altman (1970)


L'HUAC è il "Comitato per le attività antiamericane" nato dopo la seconda guerra mondiale,
tramite esso McCarty ed il presidente Nixon si incularono migliaia di comunisti o di presunti tali nella paranoia dilagante dell’epoca.
Dopo un'interrogazione a tappeto a 47 mestieranti della Hollywood del '47 esce fuori tra tanti il nome di un certo Ring Larner Jr, anche lui comunista o presunto tale.
Larner verrà poi interrogato a sua volta appellandosi al I emendamento rifiutandosi così di aprire bocca,
questo gli varrà l'accusa di attentato al Congresso, la condanna a 12 mesi di carcere, una multa di 1000 dollari ed il licenziamento in tronco da parte della Fox.
Circa 20 anni dopo scrive la sceneggiatura di questo cazzo di film e sbanca tutta la madonna, Oscar, Golden Globe e Cannes compresi.
Perché dentro ci sono chirurghi goliardici a cui piace far soffrire le persone?
Perché erano gli anni del Vietnam ed il film è ambientato in Vietnam anche se la produzione impose che il Vietnam del film si chiamasse Corea?
Perché il sesso pervade tutta la pellicola e non è nemmeno casto e delicato?
Perché sembra un film in cui gli attori sguazzano come abbandonati a se stessi (in realtà fu proprio così, per tale motivo i protagonisti Elliott Gould e Donald Sutherland chiesero il licenziamento del regista Altman, si lamentarno che lui non li cacava proprio e pensava solo all'ambientazione)?
Poi può essere che non vi piace, in tal caso potrete comunque spararvi le pose che l'avete visto, chiosando con "Cassiodoro" e "Bollore" rispettivamente i vostri amici superdotati e le vostre amiche ninfomani impenitenti.

martedì 13 dicembre 2011

Midnight in Paris, di Woody Allen (2011)

Caro Diario io non ce la faccio più, quello si vuole fittare l’appartamento a Parigi, per uscire sotto la pioggia e vivere nei film che si fa in testa!
O’ scrittor... è’asciùt o’ scrittor mo! Ma statt quiet e soprattutto fa sta quieta a me, che quello già Dio o’ssape e a Maronn o’ vede... lo dicevano mammà e papà che quello non è buono, che tiene la capa per spartere le recchie, si vabbè, scrive per Hollywood, fa belli soldi però è un po’... un po’... è decisamente un poco filoscio.
Mica come Paul... ah che uomo quel Paul! Quando mi parla vengo meno, la sua cultura, il suo charme, la sua virilità, ahimè.. magari Gil avesse un centesimo delle sue doti!
E quella cofana della moglie.. io a volte faccio la zoccola con Paul proprio apposta, per vedere lei come reagisce, ed ogni volta fa sempre finta di niente e ride come una scema, ma non ha capito proprio niente, io a Paul se voglio lo accappotto mani e piedi;
il mio Gil non se ne accorge manco figuriamoci, potrei riempirlo di corna fino a farle raggiungere il numero di capelli che tiene in testa e non batterebbe ciglio.
Stasera ad esempio che andiamo a ballare, già so che lei si sfasterea e se ne torna a casa, Gil non tiene genio e torna in albergo, ed io mi scheo la gonna più corta che tengo nel trolley, che quando mi vedrà non saprà se pagarmi in anticipo a uso escort o se alzarsi la mandibola col cric del taxi.
Caro Diario, un’ultima cosa, ho visto delle bellissime poltrone in un negozio qui a Parigi, a me piacciono tantissimo ma per Gil sono troppo costose: ora non so se ascoltare lui e conservare i soldi per far venire Alberto Selly al matrimonio o stare a sentire a mia mamma che dice che è un perocchio, e comprarmele a sfregio con la Findomestic che mo teniamo la carta oro.

giovedì 1 dicembre 2011

Hollywood Party, di Blake Edwards (1968)

Volevo scrivere un pezzo sul film che ho rivisto ieri sera:
prima ho pensato di scriverlo come se parlasse il protagonista in prima persona, col suo buffo accento indiano;
poi ho pensato di scriverne come se appartenesse al genere catastrofico a uso Indipendence Day, 2012 o Deep Impact;
infine volevo parlarne in maniera sobria e senza spoilerare nulla.
Alla fine non ci sono riuscito, per un semplice ed unico motivo:
il protagonista di questo film è un cretino.
Penso a quanto sia scemo e a quanto sia invece adorabile e delicato il film e mi passano tutte le idee.
E poi penso a Fantozzi e Mr. Bean ed alle differenze culturali tra i 3 paesi.
Perché se negli USA la commedia di quegli anni è brillante, sia con Blake Edwards stesso, che con Billy Wilder e Gene Saks, a me le commedie italiane mi sono sempre sembrate amare, a sfondo sociale, con la riflessione di fondo, profonde e un poco pesanti.
Un pò come quando ti senti chin e prublem e il compagno tuo ti dice "Vuoi venire al locale Capocchie? Ci sta Giuann c'a chitarr che suona con i bicchieri scardati, lo devi vedere, è pura arte d'avanguardia!!" (commedia statunitense) e tu pensi "Biat a te ca tien a capa fresca..." (commedia italiana).
Tra quegli amici ce ne stanno alcuni che non hanno mai visto Fantozzi perché dicono infonda tristezza, e non hanno tutti i torti.
A me invece Fantozzi fa ridere tanto, Mr. Bean tantissimo (anche se Mr. Bean è ancora n'atu fatt...) ma Hollywood Party ogni volta che lo rivedo oltre a farmi ridere mi fa brillare d'energia positiva tutte le cellule del corpo.
Anche se il protagonista è un cretino.